Alcuni appunti sul postascetismo
11 Ottobre 2008C’é chi, leggendo questo blog o dando un’occhiata superficiale al nostro manifesto e ai nostri articoli, ha cominciato a storcere il muso, sentendo parlare di anima. Ma come? Nel XXI Secolo c’è ancora chi crede nell’esistenza di uno spirito?
Sono soprattutto gli scientisti duri e puri a sollevare polemiche, in quanto ritengono inconciliabile un’ibridazione fra la scienza (fantastica o meno che sia) e il misticismo. Soprattutto quando si tratta di stabilire se oltre il mondo fenomenico esiste qualcos’altro. Alcune delucidazioni pubblicate su fantascienza.com, sembrano non avere avuto effetto, e ci si attacca al gergo utilizzato, all’aspetto e alle ombre gettate sull’interrogativo metafisico. Urge allora una secondaria spiegazione, probabilmente. Quando si è iniziato in questo blog a fare speculazione delle vicende scientifiche e non, certamente non si voleva giocare a fare gli scienziati, o a screditare determinate ottiche e teoremi, bensì si intendeva fare il gio
co che è stato da sempre uffizio della SF, ossia quello di sollevare interrogativi sull’evoluzione scientifica. Mi spiego meglio.
Il punto nodale che viene rigettato dagli scientisti è la possibilità dell’esistenza di una entità che trascenda e si diversifichi radicalmente dalla materia. Ovvero, l’anima. Non trovarla con i comuni metodi si intenderebbe come negarne appunto l’esistenza. Io però vorrei vertere la discussione su una domanda: la scienza è mai stato qualcosa di statico? Ideologicamente, si è mai fossilizzata su una sola idea secolare, o ha avuto modo di evolversi, come ogni cosa di questo mondo? Il criterio di ragionamento è evoluto al passo con l’uomo o è rimasto quello di tremila anni fa? Converrete che è evoluto, e che e
volverà ancora. La fantascienza si interroga appunto cosa accadrà in futuro, fra migliaia o solo centinaia di anni. La domanda é: ragioneremo ancora negando che esiste una realtà oltre la materia, o useremo strumenti cognitivi nuovi, più adeguati alla nuova situazione del postumano?Una volta credevamo che oltre la terra e il sole non ci fossero altri pianeti, e altri sistemi solari. Poi è arrivato Giordano Bruno, Galileo Galilei, e numerosi altri, e ci hanno insegnato lentamente che l’uomo non è al centro dell’universo: il tessuto della realtà continua per svariati periodi di spazio e dimensione, in luoghi e non-luoghi che trascendono l’umana conoscenza.
I mutamenti della logica e del criterio di indagine della natura stanno iniziando a subire un’accelerazione e una metamorfosi che trascenderanno sempre più il comune ragionare umano. La fisica quantistica è stato il grande traguardo che ci ha insegnato che osservatore e oggetto osservato non sono elementi distaccati, ma interagenti. Questo nuovo ragionamento rivoluziona totalmente il vecchio criterio scientifico! Allora cosa ci fa credere che in futuro non si avranno altre radicali evoluzioni del metodo conoscitivo? Gli indizi odierni che fanno presagire questa probabile evoluzione sono già molti. Ne cito uno.
(…)Un matematico indiano stupiva tutto il mondo perché non faceva calcoli. Il suo nome era Ramanuja: quando gli davi un problema, lo risolveva immediatamente. Uno dei più grandi matematici mai nati, un inglese chiamato Hardy, impazzì dietro a Ramanuja. Mentre lui impiegava sei ore a risolvere un dato problema, Ramanuja lo risolveva immediatamente. Non era possibile che fosse la mente a operare così, perché la mente ha bisogno di tempo. Fu chiesto a Ramanuja: “Come fai?”, e la risposta era:”Non lo so. Tu mi dai il problema e la risposta mi arriva. Viene da qualche parte al di sotto della testa, non dalla mia testa.” (…)(Osho, I Segreti della trasformazione).
Quello che Ramanuja faceva non era certo affidarsi a uno spiritello o ai suggerimenti di un dio invisibile! Semplicemente, usava modi di ragionare diversi da quelli ordinari, che a noi sembrano magici o metafisici, ma forse in un futuro potrebbero venire compresi e usati da un postumano. Assodato quindi che il nostro ragionare subirà trasmutazioni straordinarie, cosa ci fa pensare che in futuro questo non ci consentirà di osservare al di là del fenomeno e della materia? E a quel punto, se dovessimo scoprire che oltre l’universo c’é qualcosa di inspiegabile, che non è particella né onda, energia o forza, che nome daremo a questa nuova entità, pur usando le nostre nuove menti?
Metatron


L’ordine rosacrociano cabalistico dell’
