Home Info Manifesto Pubblicazioni Approfondimenti

Provò a dissolversi ma rimase impresso sulle vetrine dei fast food

5 Dicembre 2008

«Ecco l’ultima cosa che ricordo è che la mappa interstellare che stiamo seguendo era tatuata dentro l’intestino di quel Coyote… Quello che mi domando però è se la mescalina l’abbiamo presa prima o dopo aver visto la mappa, cioè. Possibile che la mappa non ci fosse là dentro? O che non ci fosse nemmeno il coyote?»

«Era chiaramente scritto che per vedere i segnali dovevamo assumerla non incasinare ancora di più le cose, finiremo per non uscirci più da questo cazzo di coso.»

« Da questo cazzo di cosa?»

«Da questo cazzo di coyote!»

La perdita del senso e lo sprofondare nell’inutile

22 Ottobre 2008

Il nostro organismo ci mette a disposizione il meccanismo dell’angoscia, fisica e psichica che si manifesta di fronte all’infinito.

Il mistero, l’elemento cosmico, sconosciuto, incomprensibile vanifica ogni nostro gesto, ogni nostro tentativo di esistere in una scenggiatura precostruita da uomini che, prima di noi, sono rimasti terrorizzati dall’eterno.

La società, anche nelle sue forme più terrificanti, anche nella guerra, nella violenza non è altro che un gioco delle parti, un impersonare ruoli per sfuggire al reale, all’incomprensibile verità del mondo.

Cosa giustifica quindi la letteratura? Cosa spinge a continuare a scrivere?

Cosa permette di a poche parole fissate su un supporto di non venire travolte a schiacciate dall’infinito?

Il punto da analizzare è il contatto diretto tra mente e scrittura. L’istante di azione pura della creazione del concetto attraverso la parola non permette l’ingresso nè l’interferenza del pensiero.

La parola scritta è puro pensiero traslato. La lettura e lo scambio di informazione pura sono l’unico contatto divino tra i cervelli, l’unico mezzo per sfondare con il proprio codice neurale la mente del lettore. L’unico mezzo di comunicazione reale.

Si può quindi dedurre che la nobiltà della parola scritta sopravviva anche all’angoscia primordiale della perdita del senso. E’ forse la base della costruzione e della trasmissione di una mente dentro ad una mente.

Il segreto innato del testo sacro e, forse, la chiave reale per sopravvivere alla morte.

Filippo C. Battaglia

Il dialogo

9 Maggio 2008

<< Non credere ai loro incantesimi, ragazzo! >> berciò il vecchio << questa roba è seria, più antica dell’universo! >>

Il suo alito puzzava di rancido, andato a male.

<< Come puoi essere sicuro… >> cercai invano di completare la frase: non ci riuscii.

<< Costoro non sono come gli altri alieni>> continuò inviperito << né come i comuni avversari dell’uomo. Sono peggiori dei Kakutl o dei Therion o degli Nh-Mh, perfino dei briganti di Lazarus 30. Essi sono la superficie stessa del noumeno fatto paranoia e poi kaos, di una densità frattale paragonabile solo ai luciferiani di Albradesh Zeta! >>

Fissai con vacuo interesse le sue labbra schiudersi e riaprirsi più chiassose che mai, mentre il rumor bianco del rave tendeva al disfacimento delle mie percezioni. Torme danzanti piroettavano confuse sul sottofondo nebbioso.

Appena palpebrai, il vecchio era scomparso.

Pensieri postascetici

22 Aprile 2008

E il corpo si intorpidisce, il cervello si ferma, le immagini riempiono tutto, luci colori, bocche che vomitano volti.

E sopraggiunge la morte, il Senso.

Che significa tutto questo? È quando esci fuori, quando ti deconcettualizzi che tutto diventa leggero, leggero e terribile.

Le voci festose della notte sono ormai lontane, suoni senza un concetto, suoni senza idea.

Da una ventata di Madrid si perde anche Madrid, una fenomenologia, rimane solo il fenomeno, strappate le mappe!
Io non esiste, mi hanno dato un nome che non mi appartiene, e allora sono tutti, questa scintilla, questa meccanica di pensamento è dentro ognuno di noi.

E cosa c’è alla fine? Rimane qualcosa?

E quando il mio corpo sarà ammarcito, quando non resterà niente della mia mente, dei miei scritti, sarò allora solo?

Nella voragine di immagini, di percezioni distorte, nel pieno della furia dell’Es, quando affogheremo nell’Inconscio, sarò solo?

E nella morte, dov’è mia madre? Le persone che ho conosciuto, le persone che ho amato?

Forse sono già solo, siamo già soli perchè siamo un tutto, e l’universo sopraggiunge, la realtà si mostra.

Un Tutto che si ripiega su se stesso, un insieme di tubi che si contraggono vomitando realtà, contenuti da altri tubi intrecciati in un insieme più grande che si estende all’infinito in un eterno tempo senza tempo.

E allora dov’è Dio?


Filippo C. Battaglia, Madrid sull’orlo della fine, 8, 4, 2008

Regressione ascetica

7 Marzo 2008

La rete elastica di brane e big bang che costituisce il continuum è una trappola liquida priva di capacità osmotica. La gabbia biologica è solo un sasso posato sul fondale limaccioso di una dimensione che ci illude del suo carattere multidimensionale. Squarciare la pelle dell’homo sapiens sapiens è solo il primo passo verso la Vera Ascesi, il timido manifestarsi di una deriva che non ha nulla in comune con le capacità dell’uomo dormiente, di colui che non è sveglio.
L’istinto di matrice rettiliana non può nulla; solo la logica, l’empatia oscura e la riflessione profondamente connettiva possono rivelare la trama spettrale che giace invisibile sotto il miraggio retinico. Non c’è spazio per la metafisica: le coordinate della nuova umanità sono strettamente legate all’inumano – ciò che è venuto prima dell’umano, ciò che soffoca, schiacciato dal riverbero memetico dell’umano – prima della stessa palingenesi olografica.

7di9

La religione segreta dell’ossessivo compulsivo

5 Gennaio 2008

Quello che voglio presentare qua è un nuovo concetto di malattia mentale, che ci liberi dal pregiudizio semplicistico che vige in materia, ponendo noi (malati a nostra volta di psicosi collettiva) al di sopra del soggetto analizzato.

L’accusa alla sola chimica del cervello, a traumi, stress, ansia è limitata e si può considerare un’ accettazione del motivo apparente.

L’azione maniacale tende a un ordine.

Nell’ossessivo compulsivo e, soprattutto, nelle piccole ossessioni dell’individuo considerato sano, si manifestano alcuni comportamenti che possono comprendere azioni ripetute, la creazione di una qualche armonia nella posizione degli oggetti, la credenza che qualcosa di dannoso, forse una disgrazia possa accadere o colpire familiari e amici se non viene eseguita una determinata azione.
Questi comportamenti sembrano far parte di una forma di rituale nevrotico, una religione segreta che ci mette al centro dell’universo, nel tentativo di influenzarne il codice.

Il culto dell’oggetto, la simmetria, la ricerca di un ordine geometrico può ricordare varie forme di spiritualità, segni cabalistici, simboli di potere. Forse la natura di tali disturbi è archetipica. Leggi il resto… »

Dio ha un solo pattern:

2 Gennaio 2008

 

…L’onnimpotenza!

Spezzate le catene che vi legano alla divinità dell’Antico Testamento. Rinchiudete l’antiquata e marcia moralità da quattro soldi dei buro-ecclesiasti del nulla. Nessuno è schiavo, nessuno è padrone. La materia vi appartiene! Siate gli dèi di voi stessi!
Metatron


Blog aderente al Connettivismo