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Sulla politica spirituale

31 Marzo 2009


 Bisogna partire da presupposti concreti quando si parla del duopolio religione/politica.

Non è mia intenzione affrontare il tema nella sua mole, quanto invece porre l’accento sugli effetti e i punti di sfocio, ovvero sulla società.

La politica dovrebbe essere un meccanismo che ne regoli la non facile amministrazione, specie quando si ha a che fare col milione di individui, e non più con i fori romani di un tempo.

La religione dovrebbe invece avere il ruolo di supporto morale sul dramma esistenziale di vita e di morte, nulla di più, nulla di meno.

Il compenetrarsi di politica e religione purtroppo ha generato nei secoli feroci battaglie nel nome di idee svuotate del loro originario senso, dando origine a un vero e proprio “Impero della Fede” comandato da ottusità e ipocrisia. La questione morale odierna verte sugli sviluppi della tecnologia attuale nel ruolo di manipolatrice sempre più efficiente della vita. Dalla nascita alla morte.

E’ necessario a mio parere, prima di affrontare certi temi, chiedersi cos’è l’uomo. La risposta non verrà così facilmente di rimando, data la complessità dell’argomento. L’uomo non è un semplice organismo, né aggregato di particelle o animale intelligente.

Sono tutte classificazioni parziali del fenomeno, che ha in sé ben altre potenzialità e caratteristiche. Quanto sto per avanzare non deve essere preso come definizione assoluta e perfetta, ma solo un ragionamento soggettivo che induca casomai alla riflessione.

Cercare di capire cos’è l’uomo porta a chiedersi da dove l’uomo provenga, giusto per porre una giusta paternità al frutto che oggi contempliamo. Di madre in madre, di figlio in figlio, si arriva alla scimmia, la classificazione di ominide non calza del tutto, però. Così ci spingiamo oltre nell’incredibile viaggio a ritroso dell’evoluzione della vita, fino a tornare nel mare, ridurci come capocchie di spilli e ritrovarci protozoi, sostanze più elementari.

Panspermia, l’ipotesi cioè che la vita provenga dallo spazio (talora a bordo di comete cariche di sostanza vitale) e si formi in molti altri angoli dell’universo. Sempre secondo lo schema della casualità, la stessa casualità che ha dato modo oggi di trovarci davanti a un monitor o a una pagina di carta a leggere e interiorizzare ciascuna di queste righe. Il logos che nasce dal magma primordiale, frutto a sua volta della concrezione e saturazione di immense vastità di gas caldissimi. E poi prima ancora, seguendo il criterio dell’uovo e della gallina, fino a trovarci dinnanzi al momento della nascita dell’universo, la grande esplosione. Un ragionamento caotico che porterebbe alla follia chiunque volesse indagarlo, come accade a Eddie Jessup in Stati di Allucinazione (1980, regia Ken Russel). Un rompicapo senza fine, quindi?

Secondo il mio modesto parere, affatto.

Stiamo partendo dal presupposto sbagliato, se andiamo a cercare la nostra identità nel passato. Non è necessario viaggiare nel tempo per capire chi o cosa siamo. L’uomo è il risultato di una miscellanea di eventi molto complessi, troppo complessi per essere chiari fino in fondo.

L’uomo è un prodotto dell’ambiente, che è il Tutto che lo circonda. Senza divinità di mezzo. Ma anche senza dare per scontata la casualità dell’evento, minimizzandolo. La Teoria Antropica ipotizza che un universo sterile della presenza intelligente ha scarse probabilità di esistere, e ci indica una possibile visione delle cose, che deraglia quasi verso la filosofia e la metafisica. Perché un universo avrebbe questa funzione di generare la vita, e non una vita qualunque ma un organismo capace di interagire con la natura, un essere insomma dotato di intelletto?

Forse la risposta va cercata al di là del fenomeno sensibile, oltre la materia. Una provenienza “sovrannaturale” per così dire, magari una matrice eterna, perfetta, che inietta la vita incurante dei risultati. Se così fosse, avremmo di fronte una situazione ben precisa: l’uomo in quanto prodotto ambientale di una volontà esterna, ha sì il diritto di garantirsi il benessere nel proprio piano di esistenza, ma non di complicarne la partenza e l’arrivo. Se la morte è un illusione, in quanto la materia cellulare torna a far parte dell’ambiente che l’ha generata, allora non ha senso incaponirsi sulle condizioni vitali senza ritorno, dove molto spesso la terapia medica ancora non può intervenire. Non ha senso definire il momento esatto della formazione di una vita, per poi costringerla a venire al mondo giusto per popolare il pianeta, nel nome di un presunto amore.

Si arriva così alla nullificazione di un ideale, di un credo formulato in contesti spaziotemporali differenti, dove nascita e morte erano viste in tutt’altra maniera. Basti pensare alla facilità con cui si moriva duemila anni fa, e l’eccessiva fornicazione quali risultati consegnava. Oggi è cambiata la società, si è sviluppata la scienza, è mutato il pensiero, ma una cosa è rimasta uguale, la religione. Nella fattispecie, il cattolicesimo e il cristianesimo hanno perso la loro ragion d’essere, guidate allo sbaraglio da individui adorati come semidei (i papi e i cardinali) ma soggetti all’errore umano come tutti. La loro interferenza nel tessuto politico-sociale lede terribilmente l’atteggiamento nei confronti delle cose pubbliche. Le esternazioni degli ultimi tempi del signore in bianco sul preservativo fanno pensare che l’Ecclesia abbia perso definitivamente ogni contatto con la realtà: lo scandalo non sta tanto nella fonte, ma negli effetti che produce sul mondo politico, che ancora gli da considerevole attenzione. La nostra nazione ha in seno un micro-stato dotato ancora di un potere politico enorme, purtroppo mai eclissato dalle battaglie garibaldine. Un potere anche mediatico, che si estende nei paesi del terzo mondo come parola di dio, un cancro memetico pericoloso e stupido.

Se c’è una conquista che dobbiamo al processo evolutivo, è proprio l’intelligenza. Il non usarla per lasciarsi manipolare dalle idee religiose, porta a gravi danni sociali come aborti clandestini, accanimento terapeutico, sovrappopolazione e malattie soprattutto veneree. La sessualità è un tema che i preti e le guide religiose affrontano nello specifico come se sapessero cosa si prova, fisicamente ed emozionalmente, e questo porta appunto a un distacco pauroso fra predicare e provare.

La repressione della castità conduce purtroppo a forme pervertite di sfogo quali la pedofilia, è un meccanismo psicologico quasi insanabile, salvo sporadiche forme di ascetismo concreto. Anche se personalmente non ho mai creduto all’ascetismo cattolico, in quanto bisogna di un percorso e uno sviluppo del quale in Occidente non disponiamo.

La repressione porta come dicevo a sfoghi e ad anomalie sessuali nel cui occhio del ciclone finiscono spesso i bambini, talora tuttavia il male viene tenuto nascosto dalla Chiesa stessa, come se nulla fosse, lasciando il trauma nelle giovani anime.

Il paradosso sta proprio in questo: ci si batte sulla formazione della vita e sulla lotta alla morte, ma si torturano i vivi.

Ma è proprio il lasso di tempo che va dall’incubatrice alla vecchiaia che va tutelato, e nessuno degli uomini di fede se ne vuol rendere conto. La Chiesa preferisce continuare la propria lotta sessuofoba e insensata, mettendo da parte il buon senso per sprofondare nell’irrazionale e nel bestiale.

La bellezza della vita, seppiatelo, sta proprio nel fatto che non siamo un segmento, ma una linea continua, sottoposti al dettame del flusso e riflusso, del ritmo alchemico di putrefazione e sublimazione, non c’è modo di alterare questa condizione. Si rischia di andare verso la Semivita dickiana in “Ubik”, dove la tecnologia asservita a scopi religiosi mantiene in vita la mente dentro corpi morti.

Perdere i contatti con la realtà significa sfociare nella follia, e nell’astrazione. Nella Cabala, Kether ( il numero-sephiroth più vicino a dio e allo spirituale) va portato in Malkuth (la sfera fenomenica, sephiroth corrispondente alla materia), e viceversa.

Non si può rimanere nel mondo delle idee senza verificarne l’effettività nel tessuto sociale.

Qualcuno è libero

10 Febbraio 2009

Nessuno ha il coraggio di arrendersi alla natura delle cose. La testardaggine ci fa dimenticare che in fondo siamo tutti esseri umani, non divinità. Non sempre il Cristo torna dalla tomba. Figuriamoci i comuni uomini. Dopo Welby. Dopo Eluana.

Vomitevole la criminalità con cui si tenta di far passare decreti contro il testamento biologico, l’unica forma di libertà che ancora ci è rimasta in Italia, ossia la libertà di morire. Già è abbastanza estenuante sopravvivere a questo piano di esistenza corrotto, adesso vogliono pure farci permanere nel dolore in eterno. E’ atroce.

E dietro a tutto questo, sappiatelo, non c’è solo un governo di folli, puttane, criminali, perbenisti da quattro soldi. No.

C’è l’Ecclesia. La maledettissima Ecclesia. La cui fame di potere è capace di renderci tutti schiavi torturati. E’ la nuova Inquisizione: dietro il buonismo di preservare la vita si cela l’infame colpa di torturare la vita. Con gli accanimenti terapeutici. Con il moralismo da lobotomizzati.

Bene, vi dico una cosa, massa di coproliti cattolici.

Lei adesso è libera. E’ riconfluita nell’Uno. E’ tornata alla fonte.

Voi invece siete rimasti masse cancrenose oscene, ancora con il fiato in corpo, voi borghesotti rimbambiti che vivete sicuri nelle vostre tiepide case. Voi che vivete di ipocrisia e di litanie vuote, che date ragione al primo ometto in bianco su come vestirvi e su come pulirvi il sederino, meditate.

LEI E’ LIBERA!!!

Il Marchio di Caino

29 Ottobre 2008

(…)Ma il Signore gli disse:

«Però chiunque ucciderà

Caino subirà la vendetta sette volte!».

Il Signore impose a Caino un segno, perché

non lo colpisse chiunque l’avesse incontrato.

.

.

Caino viene erroneamente spesso confuso nell’iconologia cristiana come fautore del primo omicidio della storia: turbolento, istintivo, codardo, mentitore. Nessuno sa che aprire la Bibbia ai giorni nostri vuol dire interpretare storie e simboli, metafore e vicende fittizie vanno analizzate con criterio obiettivo e attuale. D’altronde stiamo parlando di un libro che rappresenta il coordinamento morale di un popolo vissuto millenni fa, quindi se molte delle regole di condotta religiosa ivi riportate risulteranno astruse e obsolete, alcuni dogmi espressi, in quanto a carattere generale, avranno probabilmente sempre valore: uno di questi è “non fare del male al tuo prossimo”. Non fare ciò che non vuoi sia fatto a te. In altre parole, non tramandare l’odio,poiché l’odio è una bestia che si autoalimenta. Credo sia una delle poche leggi che abbiano ancora senso, anche se scritte in un testo pieno di paradossi (nell’Antico Testamento il primo a seminare odio e dolore è proprio Yhwh il Creatore).

Ciò che conta è il messaggio che per fortuna è stato tramandato, malgrado pochissimi lo seguano. Il Marchio di Caino è un’antica storia che ha inizio con la morte di Abele. Caino, oppresso dal senso di colpa, continua a negare l’omicidio davanti a Yhwh, il quale però, da potente divinità che si rispetti, svela l’inganno e lo condanna a vagare nelle terre del Nord, a ovest di Eden, imprimendogli un Marchio. Questo sigillo è una maledizione che colpirà chiunque lo tocchi. Nasce così l’epidemia del male. Caino conosce sua moglie pur essendo il mondo disabitato ( probabilmente si accoppierà con la ribelle Lilith che aveva rifiutato il puro Adamo, ma sono solo congetture senza responsi), e procrea trasmettendo il Marchio ai figli e ai figli dei suoi figli, proprio come accade anche oggi in Islam o nelle discendenze bigotte occidentali, nei quali i padri e le madri insegnano ai loro figli l’odio verso chi non rispetta le regole, verso il non represso che brama un’indole senza vincoli dogmatici, scevro da regole sessuofobe comportamentali.

Il Marchio di Caino simboleggia la stupidità dell’uomo, ingenuo delle nefaste conseguenze delle proprie azioni negative che gli procurano solo nuovi problemi come un effetto boomerang infinito. Non è in effetti una novità introdotta dal cristianesimo questa della ritorsione del male: nei culti neopagani si rammenta l’antica Legge del Tre: fa del male, e tre volte ti ritornerà indietro. Fa del bene, e tre volte ne beneficierai. E’ una cosa che chiunque può sperimentare, nella propria vita privata. Dire bugie o parlare alle spalle, mettere zizzania fra litiganti, o fare del male sulla base di supposizioni non fa altro che creare scompensi che torneranno prima o poi indietro. E questo non vale solo nei rapporti sociali. Anche verso chi crede nella magia o nella preghiera, sappia che augurare mala sorte a determinate persone non è altro che masochismo allo stato puro. Il Principio di Sincronicità ci insegna che non bisogna credere alle coincidenze poiché sono semplici illusioni umane, ma quando le coincidenze si moltiplicano diviene chiaro che dietro a determinati eventi si nasconda una realtà ben più complessa, un meccanismo astratto basato sulle azioni dettate dalle biochimiche umane, che si qualifica come autentico motore del mondo, che va compreso e studiato per ideare una strategia che spezzi le catene di dolore che tramandano da troppo tempo gli uomini partorendo come conseguenza del travaglio i nazifascismi, le inquisizioni e i colonialismi beceri. Perché io sono del parere che non sia l’Uomo il male del mondo, ma le idee malvage. Bisogna sfidare le idee, non mandare a morte l’Uomo. Prendersela con l’Uomo è troppo facile.

Metatron

L’ultimo Cristo possibile

19 Settembre 2008

La potenza del messaggio Cristiano che si evince dai vangeli è di per incontestabile e soprattutto libera da ogni forma di modificazione.

Possiamo dedurre che la formazione di una chiesa “ufficiale” terrenea e fondata su di una struttura completamente umana e assolutamente innominata in nessuna parte dei testi sacri sia l’unica maniera di disinnescare la potenza esplosiva celata tra le righe dei vangeli.

Una lettura più o meno attenta può portare solo ad una serie di direttive e messaggi chiari e non strumentalizzabili. Tutto quello che viene richiesto e che deve espressamente guidare la condotta del Cristiano o il semplice lettore è  l’amore incondizionato verso il prossimo e l’abbandono  totale (inevitabile e non negoziabile)  della struttura patinata che regge la nostra società/commedia.

Il nucleo familiare tanto difeso dalla politica e dalla stessa Chiesa “ufficiale”viene assolutamente negato in alcune parti dello stesso vangelo in cui si dice chiaramente che i vincoli creati da una struttura aliena allo spirito non hanno alcun valore reale e che chi segue Cristo lo segue senza guardarsi indietro, rinnegando ogni legame strutturale con il mondo che sta per superare. La famiglia da proteggere è invece quella umana. Una direttiva questa che si scaglia contro la frammentazione imposta dalla riduzione del nucleo familiare e soprattutto affettivo ad una cerchia ristretta.

Il significato di fondo può essere inteso come “non esistono estranei esistono solo fratelli”.

L’omicidio del mondo di oggi diventa quindi fratricidio, la guerra fratricidio e così via. Atti quindi ripugnanti e antiumani assolutamente inconcepibili.

L’effettiva fratellanza umana che il profeta (reale o meno) predica non è solo una teoria spirituale ma una effettiva realtà scientifica, è colpevole invece lo stato originario, il mostro Hegeliano che ci manovra dalla notte dei tempi ad iniziare una radicale frammentazione del grande nucleo familiare originario (probabilmente in una forma di addormentata buona fede), arrivando al punto di farci rinnegare l’un l’altro fino al raggiungimento del solipsismo assoluto della già nominata “grande psicosi” che affligge questi tempi.

L’uomo di oggi smarrito e guidato unicamente dalla spinta materiale si trova a compiere le peggiori efferatezze in preda ad una follia simile a quella di un leone in gabbia.

L’assoluta perdita dei principi o meglio, obblighi, di carità e fratellanza di cui si parla nelle sacre scritture ha portato l’essere umano sull’orlo del baratro.

Quello che considero personalmente un obbligo morale, o meglio, una via giusta è quindi la riscoperta reale dei testi cristiani, liberati dal filtraggio e dalle modifiche terrenee assolutamente illegittime poste dalla chiesa.

La riscoperta dell’amore per il prossimo e della condizione comune. La ferrea affermazione che ogni omicidio è un fratricidio, che negare asilo al prossimo è negare asilo a un fratello. E che l’uomo e soprattutto il presunto uomo di fede torni a parlare della difesa della famiglia che sia si rilegata ad un nucleo (per motivi pratici e culturali)  ma che non leghi la  reale fratellanza genetica e spirituale  dell’essere umano dove non esistono primi ne ultimi, dove non ci sono estranei e nemici  ma solo fratelli.

Ecco dove sta la vittoria segreta del Cristo. C’è un vangelo quasi in ogni casa, ne esistono copie ovunque, in ogni luogo del pianeta. Costudi di un messaggio che come un Bug è stato trasforportato nei secoli dallo stesso sistema che ha cercato di distruggerlo. Nella storia/realtà Cristo viene ucciso   ( e accetta la sua morte) dagli stessi uomini che adesso sporcano il suo nome portandolo sulla bocca. Ma il testo è ancora li in attesa di essere letto e capito e non può essere stravolto ne cancellato, lasciando il suo messaggio di amore e fratellanza inevitabilmente invariato.

Filippo C. Battaglia

Il senso della procreazione

1 Agosto 2008

Il sesso è la macchina che tiene attivo il mondo. O almeno, così si pensava, fino a qualche tempo fa, prima delle vere rivolte sessuali. Per migliaia di anni, un organo perverso e totalitario chiamato Ecclesia tenne saldamente vincolati i polsi degli uomini liberi, rendendoli di fatto incapaci di realizzare la propria autentica indole, costretti a reprimere il piacere in nome di un concetto antiquato di sessualità come strumento. Nella metà del XIX secolo il cambiamento avviene: in Italia, una breccia vaginale viene aperta nelle caste mura di Porta Pia, e da allora il potere ecclesiastico inizia sostanzialmente a diminuire.

E’ negli anni 60 del XX secolo che le cose iniziano a ribaltarsi seriamente, per le donne, gli omosessuali, e tutte le classi che ambiscono alla libertà individuale di autodeterminazione, scelta, protesta. Ottenendo divorzio, diritto all’aborto (inteso come legale e con strutture mediche adeguate), e molto altro ancora, la donna inizia a imporsi nel mondo occidentale come una vera e propria persona, non più come una macchina per fare figli. Le vere lotte si combattono fuori dal parlamento, si tenta una vera democrazia che inglobi le fasce minoritarie del popolo. Cosa più interessante, nasce un nuovo concetto di spiritualità, scevro di regole e dogmi che incatenino le mani di chi vuol pregare sé stesso, invece di un fantomatico dio. Nasce la new age, un occultismo un po’ ingenuo e commerciale, che ovviamente viene giudicato dall’Ecclesia come satanismo, assieme alla musica rock, le bevande gassate e i film erotici. Insomma, qualunque genere di libertà che coinvolga l’interesse delle persone.

Il breve excursus nel passato è servito come da introduzione a quanto dirò.

Cos’é la procreazione, ai giorni nostri? Che significato può avere figliare all’infinito, tramandare la vita e allungare l’età degli anziani, bloccando il processo naturale delle cose? Che senso può avere la procreazione in un mondo sovraffollato? E perché, alla luce di fatti documentati, l’Ecclesia continua con le proprie filippiche sul fare del sesso solo per riprodursi? Sullla contraccezione, sul preservativo come simbolo satanico (e giù di malattie veneree)? Perché dobbiamo infestare questo pianeta fino a livelli insostenibili?

Molti credenti pensano che la fine del mondo sarà vicina, e quanto ci stiamo chiedendo quindi non ha senso. Un po’ ridicola come risposta, visto che il famigerato Duemila è passato da un bel po’, e così l’anno Mille. Tutto senza rilevanti catastrofi che non siano state partorite dall’uomo.  Dunque, escludiamo la fine del mondo. Cos’altro ci resta su cui appigliarci?

La verità, secondo me, è che l’Ecclesia non ha una mente lungimirante, e che prima o poi dovrà cambiare idea per mantenere l’egemonia sui propri fedeli. Lo sforzo di castità non ha prodotto ottimi risultati, basti pensare alla pedofilia dilagante fra i prelati. E nemmeno l’antiquato senso del pudore, della moralità, del sesso programmato. L’Ecclesia è allo sfascio. La spiritualità però non si attenuerà in questo modo: c’é chi cerca scappatoie nel paganesimo, o in altre fedi generalmente orientali. Solo Ecclesia e Islam continuano nella loro politica sessuofoba, credendo di procedere per il verso giusto, come cantare su un carro prossimo al dirupo. Coloro che hanno compreso questo disegno, corrono ai ripari: si fanno guerre nel mondo per limitare le bocche da sfamare, e ottenere diritti sul popolo conquistato, tramite ad esempio il mezzo capitalistico bancario. Fortunatamente, anche la Natura ha compreso anzitempo il problema, e ha sfornato quanto prima gli anticorpi necessari per limitare la sovrappopolazione: gli omosessuali. Angeli mandati a sfoltire le fila umane, in attesa probabilmente che l’intelletto umano si sviluppi abbastanza da cercare una via di fuga dal pianeta nel quale si è auto-intrappolato, magari cercando la colonizzazione spaziale. In tutta questa sciarada, si spera che l’uomo mantenga le proprie conquiste individuali e sociali, e che si evolva anche in quel senso, almeno per avere una migliore chance  nel tempo e nello spazio, che gli riduca drasticamente problemi come quelli odierni. E non c’è miglior conquista individuale della spiritualità libera dalla religione. Credetemi.

 

Metatron


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