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Metatrone

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Una riflessione

3 Aprile 2009

di Luca Amendola tratta da “Il cielo è infinito” (Ed. Sperling&Kupfer, 2000) 

“L’inflazione ha trovato le radici del mondo presente in eventi occorsi miliardesimi di secondi dopo la nascita dell’universo. La grandezza, la temperatura, l’età, la forma del cosmo dipendono dalla fisica dell’inflatone immediatamente dopo l’istante iniziale. Ma cosa c’era prima?

(…)Al primo impatto con la meccanica quantistica, restiamo tutti un po’ scettici. Ci chiediamo: ma possibile che questa danza forsennata delle particelle sia reale? Non è forse che con queste immagini cerchiamo di nascondere la nostra ignoranza, proprio come gli antichi con i miti? Eppure, questa danza è una realtà osservabile e misurabile. Anzi, in laboratorio possiamo addirittura sperimentare la creazione spontanea dal nulla di coppie di elettroni e antielettroni, e la loro successiva annichilazione dopo frazioni infinitesime di secondo. Il vuoto, per la meccanica quantistica, è un mare profondo e pescoso, dal quale particelle e antiparticelle guizzano continuamente fuori come delfini, per reimmergersi subito dopo. Queste coppie però, anche se effimere, esercitano una forza elettrica misurabile, per esempio tra due lastre metalliche, proprio come se le lastre fossero cariche. I delfini di Heisenberg non sono miraggi.

Se la meccanica quantistica ci offre la possibilità di creare materia dal nulla, ancora non ci spiega la nascita dell’universo. L’universo esiste da lungo tempo, e non è certo formato da una sola coppia di particelle. Però la meccanica quantistica ci dice anche che la durata della violazione della conservazione dell’energia, cioè la durata dell’esistenza delle coppie di particelle, è tanto maggiore quanto minore è l’energia creata. Se l’energia creata è nulla, la violazione può durare un tempo infinito.

Ma cosa è un corpo di energia nulla? Ebbene, l’energia gravitazionale del cosmo, secondo la Relatività Generale, ha in un certo senso un valore negativo, tale da bilanciare esattamente l’energia della materia, e formare quindi un universo a energia globalmente nulla. Quindi, la creazione dell’universo, e la sua durata eterna, o comunque lunghissima, non sono in contrasto con i principi della meccanica quantistica. Come proposero i fisici Tryon e Fomin nel 1973, l’universo può nascere spontaneamente dal nulla. Fra qualche decina di miliardi di anni, l’universo potrebbe tornare spontaneamente nel nulla, e la ferita che la creazione ha aperto nel tessuto cosmico verrà rimarginata.”

Fonte:  http://www.mporzio.astro.it/~amendola/ilcieloinfinito/ilcieloinfinito2.html#_Toc484255250

Sulla politica spirituale

31 Marzo 2009


 Bisogna partire da presupposti concreti quando si parla del duopolio religione/politica.

Non è mia intenzione affrontare il tema nella sua mole, quanto invece porre l’accento sugli effetti e i punti di sfocio, ovvero sulla società.

La politica dovrebbe essere un meccanismo che ne regoli la non facile amministrazione, specie quando si ha a che fare col milione di individui, e non più con i fori romani di un tempo.

La religione dovrebbe invece avere il ruolo di supporto morale sul dramma esistenziale di vita e di morte, nulla di più, nulla di meno.

Il compenetrarsi di politica e religione purtroppo ha generato nei secoli feroci battaglie nel nome di idee svuotate del loro originario senso, dando origine a un vero e proprio “Impero della Fede” comandato da ottusità e ipocrisia. La questione morale odierna verte sugli sviluppi della tecnologia attuale nel ruolo di manipolatrice sempre più efficiente della vita. Dalla nascita alla morte.

E’ necessario a mio parere, prima di affrontare certi temi, chiedersi cos’è l’uomo. La risposta non verrà così facilmente di rimando, data la complessità dell’argomento. L’uomo non è un semplice organismo, né aggregato di particelle o animale intelligente.

Sono tutte classificazioni parziali del fenomeno, che ha in sé ben altre potenzialità e caratteristiche. Quanto sto per avanzare non deve essere preso come definizione assoluta e perfetta, ma solo un ragionamento soggettivo che induca casomai alla riflessione.

Cercare di capire cos’è l’uomo porta a chiedersi da dove l’uomo provenga, giusto per porre una giusta paternità al frutto che oggi contempliamo. Di madre in madre, di figlio in figlio, si arriva alla scimmia, la classificazione di ominide non calza del tutto, però. Così ci spingiamo oltre nell’incredibile viaggio a ritroso dell’evoluzione della vita, fino a tornare nel mare, ridurci come capocchie di spilli e ritrovarci protozoi, sostanze più elementari.

Panspermia, l’ipotesi cioè che la vita provenga dallo spazio (talora a bordo di comete cariche di sostanza vitale) e si formi in molti altri angoli dell’universo. Sempre secondo lo schema della casualità, la stessa casualità che ha dato modo oggi di trovarci davanti a un monitor o a una pagina di carta a leggere e interiorizzare ciascuna di queste righe. Il logos che nasce dal magma primordiale, frutto a sua volta della concrezione e saturazione di immense vastità di gas caldissimi. E poi prima ancora, seguendo il criterio dell’uovo e della gallina, fino a trovarci dinnanzi al momento della nascita dell’universo, la grande esplosione. Un ragionamento caotico che porterebbe alla follia chiunque volesse indagarlo, come accade a Eddie Jessup in Stati di Allucinazione (1980, regia Ken Russel). Un rompicapo senza fine, quindi?

Secondo il mio modesto parere, affatto.

Stiamo partendo dal presupposto sbagliato, se andiamo a cercare la nostra identità nel passato. Non è necessario viaggiare nel tempo per capire chi o cosa siamo. L’uomo è il risultato di una miscellanea di eventi molto complessi, troppo complessi per essere chiari fino in fondo.

L’uomo è un prodotto dell’ambiente, che è il Tutto che lo circonda. Senza divinità di mezzo. Ma anche senza dare per scontata la casualità dell’evento, minimizzandolo. La Teoria Antropica ipotizza che un universo sterile della presenza intelligente ha scarse probabilità di esistere, e ci indica una possibile visione delle cose, che deraglia quasi verso la filosofia e la metafisica. Perché un universo avrebbe questa funzione di generare la vita, e non una vita qualunque ma un organismo capace di interagire con la natura, un essere insomma dotato di intelletto?

Forse la risposta va cercata al di là del fenomeno sensibile, oltre la materia. Una provenienza “sovrannaturale” per così dire, magari una matrice eterna, perfetta, che inietta la vita incurante dei risultati. Se così fosse, avremmo di fronte una situazione ben precisa: l’uomo in quanto prodotto ambientale di una volontà esterna, ha sì il diritto di garantirsi il benessere nel proprio piano di esistenza, ma non di complicarne la partenza e l’arrivo. Se la morte è un illusione, in quanto la materia cellulare torna a far parte dell’ambiente che l’ha generata, allora non ha senso incaponirsi sulle condizioni vitali senza ritorno, dove molto spesso la terapia medica ancora non può intervenire. Non ha senso definire il momento esatto della formazione di una vita, per poi costringerla a venire al mondo giusto per popolare il pianeta, nel nome di un presunto amore.

Si arriva così alla nullificazione di un ideale, di un credo formulato in contesti spaziotemporali differenti, dove nascita e morte erano viste in tutt’altra maniera. Basti pensare alla facilità con cui si moriva duemila anni fa, e l’eccessiva fornicazione quali risultati consegnava. Oggi è cambiata la società, si è sviluppata la scienza, è mutato il pensiero, ma una cosa è rimasta uguale, la religione. Nella fattispecie, il cattolicesimo e il cristianesimo hanno perso la loro ragion d’essere, guidate allo sbaraglio da individui adorati come semidei (i papi e i cardinali) ma soggetti all’errore umano come tutti. La loro interferenza nel tessuto politico-sociale lede terribilmente l’atteggiamento nei confronti delle cose pubbliche. Le esternazioni degli ultimi tempi del signore in bianco sul preservativo fanno pensare che l’Ecclesia abbia perso definitivamente ogni contatto con la realtà: lo scandalo non sta tanto nella fonte, ma negli effetti che produce sul mondo politico, che ancora gli da considerevole attenzione. La nostra nazione ha in seno un micro-stato dotato ancora di un potere politico enorme, purtroppo mai eclissato dalle battaglie garibaldine. Un potere anche mediatico, che si estende nei paesi del terzo mondo come parola di dio, un cancro memetico pericoloso e stupido.

Se c’è una conquista che dobbiamo al processo evolutivo, è proprio l’intelligenza. Il non usarla per lasciarsi manipolare dalle idee religiose, porta a gravi danni sociali come aborti clandestini, accanimento terapeutico, sovrappopolazione e malattie soprattutto veneree. La sessualità è un tema che i preti e le guide religiose affrontano nello specifico come se sapessero cosa si prova, fisicamente ed emozionalmente, e questo porta appunto a un distacco pauroso fra predicare e provare.

La repressione della castità conduce purtroppo a forme pervertite di sfogo quali la pedofilia, è un meccanismo psicologico quasi insanabile, salvo sporadiche forme di ascetismo concreto. Anche se personalmente non ho mai creduto all’ascetismo cattolico, in quanto bisogna di un percorso e uno sviluppo del quale in Occidente non disponiamo.

La repressione porta come dicevo a sfoghi e ad anomalie sessuali nel cui occhio del ciclone finiscono spesso i bambini, talora tuttavia il male viene tenuto nascosto dalla Chiesa stessa, come se nulla fosse, lasciando il trauma nelle giovani anime.

Il paradosso sta proprio in questo: ci si batte sulla formazione della vita e sulla lotta alla morte, ma si torturano i vivi.

Ma è proprio il lasso di tempo che va dall’incubatrice alla vecchiaia che va tutelato, e nessuno degli uomini di fede se ne vuol rendere conto. La Chiesa preferisce continuare la propria lotta sessuofoba e insensata, mettendo da parte il buon senso per sprofondare nell’irrazionale e nel bestiale.

La bellezza della vita, seppiatelo, sta proprio nel fatto che non siamo un segmento, ma una linea continua, sottoposti al dettame del flusso e riflusso, del ritmo alchemico di putrefazione e sublimazione, non c’è modo di alterare questa condizione. Si rischia di andare verso la Semivita dickiana in “Ubik”, dove la tecnologia asservita a scopi religiosi mantiene in vita la mente dentro corpi morti.

Perdere i contatti con la realtà significa sfociare nella follia, e nell’astrazione. Nella Cabala, Kether ( il numero-sephiroth più vicino a dio e allo spirituale) va portato in Malkuth (la sfera fenomenica, sephiroth corrispondente alla materia), e viceversa.

Non si può rimanere nel mondo delle idee senza verificarne l’effettività nel tessuto sociale.

A Lecce, presentazione libro “Le commedie del buio”

14 Marzo 2009

Visione

2 Marzo 2009

 

Performance di Evertrip a Futuri Connessi (Spazio Polaresco, Bergamo), 28 febbraio 2009

Appunti sulla nutrizione emotiva

18 Febbraio 2009

[I viventi a partire dalle piante fino all’uomo si distinguono per complessità di ragionamento più l’organismo è complesso e più le sue funzioni nutritive sembrano esose e variegate. Se poniamo questa idea di base si può riflettere su una possibilità raramente calcolata e, forse a causa di mia personale ignoranza, mai incontrata. Calcolando la progressiva evoluzione dell’uomo nell’affinamento delle capacità di sostentamento per un’evoluzione reale della specie voglio qui affermare che l’uomo necessita di un nutrimento EMOTIVO  cosa intravista nella figura dei voladores dalle popolazioni tolteche del messico. Le emozioni lasciate nella zona dell’anima e della coscienza devono essere invece interpretate come forma di nutrimento, così come la loro mancanza (percepibile anche a livello di stimolo fisico) come grido di richiamo del proprio corpo.

Essendo tutta la natura fatta di equilibri l’uomo ha travisato la possibilità del sentimento come nutrizione usandolo per puro piacere, esattamente come l’eccesso di cibo o il nutrirsi per gusto e per piacere così anche le emozioni in forma eccessiva diventano squilibri anche letali all’organismo e alla persona. Bisogna quindi riflettere sulla sostanza intangibile del sentimento in ogni sua forma e sulla ricerca di un dosaggio corretto di sentimenti per il raggiungimento di un reale equilibrio esattamente come si fa con proteine, vitamine ecc. ecc. Tecnicamente quindi  l’individuo si nutre di amore, odio, rabbia, orgoglio e così via. L’errore fondamentale è stato sprofondarci dentro, giocare col cibo invece di mangiare. Così che la mancanza di amore porterà alla depressione, l’eccessiva rabbia alla violenza, l’odio a malessere e così a seguire influendo anche sulla stessa salute fisica.]

 

 

Next n°12

17 Febbraio 2009

NeXT - Iterazione 12: Lo sguardo verso l’interno



Questa locandina è come il numero, l’iterazione di NeXT che si vuole introdurre, illustrare: rastremato, essenziale, viscerale, interiore. Il minimo di info per comunicare un moto di empatia che si estrinseca lungo le sterminate e numerose pagine che compongono questo numero (eh sì, sono lontane le 32 pagine del numero 0). In altre parole, vi obblighiamo a leggere tutto questo NeXT per interpretare il nostro mood attuale, quello che ci ha portato ad assemblare quest’ennesima iterazione.
[…]

In successione sette perle di delirio connettivista, del più vario ma anche del più coinvolgente: Osmosiac, di 7di9; L’estruso, di Evertrip. La danza degli spettri quantistici, di Antares666, Log X di Abate degli Stolti, Novilunio del buon X, Tanti auguri di Pykmil e Il nero connettivo di zoon. Potrete respirare, dopo; sempre se riuscirete a capire cos’è l’usuale realtà…
Logos ci illustra per la sua consolidata rubrica Ermetica Ermeneutica Le Paternità letterarie del Connettivismo: TS Eliot e la “Terra Desolata”,un fiume dirighe attraverso cui il bravo esponente del Movimento ci rende partecipi delle matrici fondanti, letterarie e poetiche, del Connettivismo. Black M e Crixi ci portano nel mondo di celluloide (rubrica ExCell) per raccontarci delle ultime uscite cinematografiche, uscite viste anche in un’ottica cabalistica ed esoterica: Le nuove odissee dell’anima è il titolo che hanno scelto per questo loro bellissimo excursus a quattro mani, colto e acuto. Ma ecco, subito dopo, un’altra novità nelle rubriche NeXT: La mattinata dei Maghi - un contenitore di esoterismo e cultura occulta rapportata al Connettivismo, potremmo definirlo. Il suo esordio è a cura di Evertrip, che ha scritto Post-ascesi, un brano che - siamo sicuri - susciterà molte controversie: e allora, pur se può non essere condivisibile per idee e metodo, perché non assorbirlo e lasciarlo fermentare in noi? Il Connettivismo è anche disquisizione, confronto…

(continua)

Qualcuno è libero

10 Febbraio 2009

Nessuno ha il coraggio di arrendersi alla natura delle cose. La testardaggine ci fa dimenticare che in fondo siamo tutti esseri umani, non divinità. Non sempre il Cristo torna dalla tomba. Figuriamoci i comuni uomini. Dopo Welby. Dopo Eluana.

Vomitevole la criminalità con cui si tenta di far passare decreti contro il testamento biologico, l’unica forma di libertà che ancora ci è rimasta in Italia, ossia la libertà di morire. Già è abbastanza estenuante sopravvivere a questo piano di esistenza corrotto, adesso vogliono pure farci permanere nel dolore in eterno. E’ atroce.

E dietro a tutto questo, sappiatelo, non c’è solo un governo di folli, puttane, criminali, perbenisti da quattro soldi. No.

C’è l’Ecclesia. La maledettissima Ecclesia. La cui fame di potere è capace di renderci tutti schiavi torturati. E’ la nuova Inquisizione: dietro il buonismo di preservare la vita si cela l’infame colpa di torturare la vita. Con gli accanimenti terapeutici. Con il moralismo da lobotomizzati.

Bene, vi dico una cosa, massa di coproliti cattolici.

Lei adesso è libera. E’ riconfluita nell’Uno. E’ tornata alla fonte.

Voi invece siete rimasti masse cancrenose oscene, ancora con il fiato in corpo, voi borghesotti rimbambiti che vivete sicuri nelle vostre tiepide case. Voi che vivete di ipocrisia e di litanie vuote, che date ragione al primo ometto in bianco su come vestirvi e su come pulirvi il sederino, meditate.

LEI E’ LIBERA!!!

Provò a dissolversi ma rimase impresso sulle vetrine dei fast food

5 Dicembre 2008

«Ecco l’ultima cosa che ricordo è che la mappa interstellare che stiamo seguendo era tatuata dentro l’intestino di quel Coyote… Quello che mi domando però è se la mescalina l’abbiamo presa prima o dopo aver visto la mappa, cioè. Possibile che la mappa non ci fosse là dentro? O che non ci fosse nemmeno il coyote?»

«Era chiaramente scritto che per vedere i segnali dovevamo assumerla non incasinare ancora di più le cose, finiremo per non uscirci più da questo cazzo di coso.»

« Da questo cazzo di cosa?»

«Da questo cazzo di coyote!»

Nostalgia I

3 Dicembre 2008

Ci ritroveremo a stuprare le stelle, col pensiero tradito, e andando come ubriachi sparpaglieremo la nostra coscienza nel cosmo sbiadito. Tu non ricordi il giorno in cui ti sentii suonare il violino, nell’aria vuota mi sentii cadere torpore negli stati alterati del dolore. Ed uscii da me stesso, come un’estensione della nostalgia vagai, creatura di malinconia, superando il biancore del cielo smorto, oltre le sfere d’esistenza, dove non esiste affatto il tuo nome. E sarà nello spazio che violini sentiremo cantare corde inumane.

Metatron

Il Marchio di Caino

29 Ottobre 2008

(…)Ma il Signore gli disse:

«Però chiunque ucciderà

Caino subirà la vendetta sette volte!».

Il Signore impose a Caino un segno, perché

non lo colpisse chiunque l’avesse incontrato.

.

.

Caino viene erroneamente spesso confuso nell’iconologia cristiana come fautore del primo omicidio della storia: turbolento, istintivo, codardo, mentitore. Nessuno sa che aprire la Bibbia ai giorni nostri vuol dire interpretare storie e simboli, metafore e vicende fittizie vanno analizzate con criterio obiettivo e attuale. D’altronde stiamo parlando di un libro che rappresenta il coordinamento morale di un popolo vissuto millenni fa, quindi se molte delle regole di condotta religiosa ivi riportate risulteranno astruse e obsolete, alcuni dogmi espressi, in quanto a carattere generale, avranno probabilmente sempre valore: uno di questi è “non fare del male al tuo prossimo”. Non fare ciò che non vuoi sia fatto a te. In altre parole, non tramandare l’odio,poiché l’odio è una bestia che si autoalimenta. Credo sia una delle poche leggi che abbiano ancora senso, anche se scritte in un testo pieno di paradossi (nell’Antico Testamento il primo a seminare odio e dolore è proprio Yhwh il Creatore).

Ciò che conta è il messaggio che per fortuna è stato tramandato, malgrado pochissimi lo seguano. Il Marchio di Caino è un’antica storia che ha inizio con la morte di Abele. Caino, oppresso dal senso di colpa, continua a negare l’omicidio davanti a Yhwh, il quale però, da potente divinità che si rispetti, svela l’inganno e lo condanna a vagare nelle terre del Nord, a ovest di Eden, imprimendogli un Marchio. Questo sigillo è una maledizione che colpirà chiunque lo tocchi. Nasce così l’epidemia del male. Caino conosce sua moglie pur essendo il mondo disabitato ( probabilmente si accoppierà con la ribelle Lilith che aveva rifiutato il puro Adamo, ma sono solo congetture senza responsi), e procrea trasmettendo il Marchio ai figli e ai figli dei suoi figli, proprio come accade anche oggi in Islam o nelle discendenze bigotte occidentali, nei quali i padri e le madri insegnano ai loro figli l’odio verso chi non rispetta le regole, verso il non represso che brama un’indole senza vincoli dogmatici, scevro da regole sessuofobe comportamentali.

Il Marchio di Caino simboleggia la stupidità dell’uomo, ingenuo delle nefaste conseguenze delle proprie azioni negative che gli procurano solo nuovi problemi come un effetto boomerang infinito. Non è in effetti una novità introdotta dal cristianesimo questa della ritorsione del male: nei culti neopagani si rammenta l’antica Legge del Tre: fa del male, e tre volte ti ritornerà indietro. Fa del bene, e tre volte ne beneficierai. E’ una cosa che chiunque può sperimentare, nella propria vita privata. Dire bugie o parlare alle spalle, mettere zizzania fra litiganti, o fare del male sulla base di supposizioni non fa altro che creare scompensi che torneranno prima o poi indietro. E questo non vale solo nei rapporti sociali. Anche verso chi crede nella magia o nella preghiera, sappia che augurare mala sorte a determinate persone non è altro che masochismo allo stato puro. Il Principio di Sincronicità ci insegna che non bisogna credere alle coincidenze poiché sono semplici illusioni umane, ma quando le coincidenze si moltiplicano diviene chiaro che dietro a determinati eventi si nasconda una realtà ben più complessa, un meccanismo astratto basato sulle azioni dettate dalle biochimiche umane, che si qualifica come autentico motore del mondo, che va compreso e studiato per ideare una strategia che spezzi le catene di dolore che tramandano da troppo tempo gli uomini partorendo come conseguenza del travaglio i nazifascismi, le inquisizioni e i colonialismi beceri. Perché io sono del parere che non sia l’Uomo il male del mondo, ma le idee malvage. Bisogna sfidare le idee, non mandare a morte l’Uomo. Prendersela con l’Uomo è troppo facile.

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